Per un giorno abbiamo lasciato i banchi di scuola per entrare in un luogo dove la scienza prende vita davanti ai nostri occhi. Noi studenti delle classi 5^ D, E e F abbiamo visitato il CNR-IAS di Capo Granitola, accompagnati dai docenti Lucia Foderà, Annalisa Torre e Diego Foderà.
Ad accoglierci sono state le ricercatrici Grazia Maria Armeri e Gemma Biondo, che ci hanno guidato in un’esperienza che è andata ben oltre una semplice visita didattica. La prima cosa che ci ha colpito è stato il panorama: una vista sul mare a 360 gradi che ci ha fatto sentire subito immersi in un ambiente speciale.
Entrando nella struttura museale, abbiamo avuto la sensazione di “tuffarci” in un oceano. Grazie alle installazioni realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti, ci siamo trovati circondati da organismi bentonici e nectonici. Con la guida della dott.ssa Armeri, abbiamo scoperto il ruolo fondamentale di zooplancton e fitoplancton, e abbiamo imparato a distinguere tra pesci bentonici e pelagici, osservando come ogni specie presenti caratteristiche diverse in base all’ambiente in cui vive.
Uno dei momenti più suggestivi è stato quando abbiamo alzato lo sguardo e visto sopra di noi un banco di sardine “sospeso”: una scultura che sembrava muoversi davvero. Abbiamo capito che quel movimento compatto non è casuale, ma una vera e propria strategia di difesa contro i predatori.
La visita è continuata con la visione di un filmato che ci ha mostrato il lavoro dei ricercatori nei laboratori del CNR-IAS. Abbiamo scoperto cosa si studia davvero quando si parla di mare: dalla bioacustica alla sedimentologia, fino alle spedizioni oceanografiche. Ci ha colpito vedere come vengono raccolti i campioni, come le larve marine o le “carote” di sedimento, e quanto lavoro ci sia dietro ogni ricerca.
Un altro aspetto che ci ha affascinato è stato il racconto della storia del luogo. Non sapevamo che l’Istituto sorgesse su un’antica tonnara. Abbiamo visto i resti della ciminiera e i pozzetti dove veniva lavorato il tonno, e ascoltare le storie sulla mattanza ci ha fatto viaggiare indietro nel tempo, in una realtà lontana dalla nostra. Abbiamo scoperto, ad esempio, che l’ultima mattanza in Sicilia si è svolta a Favignana nel 2007.
Alla fine della visita ci siamo fermati all’aperto, tra il sole e il rumore del mare. In quel momento, mentre ci riposavamo, un gabbiano ci osservava dall’alto della ciminiera, accanto al suo nido. È stata un’immagine semplice ma significativa, che ci ha fatto sentire parte di quell’ambiente.
Questa esperienza ci ha lasciato molto: non solo nuove conoscenze, ma anche una maggiore consapevolezza dell’importanza del mare e della sua tutela. Per un giorno, ci siamo sentiti un po’ anche noi ricercatori.
Classi: 5^D, 5^E e 5^F




