L’incontro con la Polizia di Stato sul progetto “PretenDiamo legalità” è stato un momento di confronto vero, che ci ha fatto capire quanto la cultura della legalità riguardi la vita quotidiana di ciascuno di noi.
Come studenti ci siamo sentiti chiamati in causa non solo come ragazzi, ma come futuri cittadini responsabili, capaci di scegliere da che parte stare di fronte alle ingiustizie e alla violenza. L’appuntamento si è svolto nel nostro Istituto “R. D’Altavilla” di Mazara del Vallo, dove alcune classi si sono riunite per partecipare all’iniziativa “PretenDiamo Legalità”.
A guidare l’incontro è stato il Vice Ispettore Giacalone, della sezione anticrimine del Commissariato di Mazara, insieme ad altri agenti della Polizia di Stato, che hanno portato in aula la loro esperienza quotidiana nella lotta ai reati e nella tutela delle persone più vulnerabili.
Il messaggio che ha attraversato tutta la mattinata è stato chiaro: non vogliamo assuefarci alla violenza, all’ingiustizia e alla mancanza di rispetto, soprattutto nei confronti delle donne e di chi viene considerato “più debole”. A rafforzare questo messaggio sono state anche le parole della Dirigente scolastica, dott.ssa Grazia Maria Lisma, che ha invitato tutti a non cadere nell’indifferenza: “Siamo circondati da così tante notizie che rischiamo di assuefarci, ma noi non dobbiamo assuefarci”.
Gli agenti ci hanno spiegato quanto sia pericoloso normalizzare certi linguaggi e comportamenti, perché dietro le parole offensive, gli insulti online o le gelosie esagerate possono nascondersi le radici della violenza di genere, che spesso inizia in modo silenzioso per poi trasformarsi in qualcosa di molto più grave.
Durante l’incontro è stato sottolineato che la prevenzione comincia proprio dai banchi di scuola, dove impariamo non solo le materie, ma anche il valore delle regole, della solidarietà e dell’inclusione. Educare alla legalità significa formare persone consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri, capaci di riconoscere i confini tra ciò che è accettabile e ciò che lede la dignità degli altri, contribuendo così alla costruzione di una società più giusta.
Al progetto è collegato un concorso che permette a noi studenti di esprimerci con graphic novel, spot, cortometraggi o brani musicali. Per il nostro Istituto, il tema scelto è stato quello della violenza di genere e del rispetto delle differenze, e noi abbiamo proposto un brano musicale rap affine al nostro indirizzo di studi.
Gli agenti ci hanno fatto riflettere su quanto sia importante riconoscere subito i segnali di sopraffazione nelle relazioni affettive, saper chiedere aiuto quando ci si sente in pericolo e non restare indifferenti se una compagna, un amico o un familiare subisce violenza o discriminazione.
Uscendo dall’aula, molti di noi avevano la sensazione di aver partecipato a qualcosa di più di una semplice “lezione alternativa”. Questo incontro con la Polizia di Stato è stato un’occasione di crescita personale, perché ci ha spinto a interrogarci sulle nostre scelte, sul modo in cui usiamo le parole, sui comportamenti che accettiamo o rifiutiamo nella vita reale e online, e su quanto sia importante assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
