Gli studenti della classe terza C, indirizzo Chimica e materiali del nostro Istituto superiore R. D’Altavilla di Mazara del Vallo, con il supporto delle docenti Ninfa Giubardo, Giovanna Orlando, Barbara D’Andrea e dell’ASACOM Selenia Pantaleo, hanno realizzato un percorso laboratoriale inclusivo che ha trasformato l’aula in un vero e proprio centro di design sostenibile. Dopo un breve brainstorming guidato gli alunni hanno affrontato il ciclo di vita della plastica, interrogandosi sull’impatto ambientale e sulla gestione dei rifiuti.
Attraverso una “nuvola di parole” fisica, la classe ha dato voce alle proprie preoccupazioni sull’inquinamento, ma anche alle potenzialità del riuso.
La fase centrale del progetto ha visto gli studenti trasformarsi in piccoli scienziati. Divisi in gruppi cooperativi (le “isole”), hanno ricevuto kit di rifiuti misti igienizzati per un’analisi delle componenti degli oggetti, i ragazzi hanno dovuto distinguere il PET delle bottiglie dalle bioplastiche e riconoscere i materiali polimaterici.
Ma la vera magia è avvenuta quando la teoria ha lasciato il posto alla manualità. Dopo aver compreso la struttura dei materiali, gli studenti hanno messo in campo creatività e originalità.
L’obiettivo non era solo riciclare, ma nobilitare lo scarto. Tra colori, tagli strategici e incastri originali, tappi, cannucce e bottiglie di diverse misure hanno perso la loro identità di “rifiuto” per diventare componenti di vasi di fiori coloratissimi e oggetti di design pronti all’uso.
“Abbiamo capito che la plastica non è un nemico assoluto, ma una risorsa preziosa che spesso sprechiamo per mancanza di attenzione,” ha commentato uno degli studenti durante le fasi di montaggio.
Il percorso si è concluso con l’allestimento di una mostra finale nell’aula Colibrì della scuola. Non si è trattato di una semplice esposizione: ogni gruppo ha presentato il proprio manufatto, illustrando le tecniche di lavorazione e spiegando il valore ecologico del progetto.
I vasi realizzati non sono solo oggetti decorativi, ma il simbolo di una consapevolezza nuova: quella coordinazione oculo-manuale e quella capacità critica che permettono di vedere un fiore dove prima c’era solo un tappo destinato alla discarica.L’iniziativa ha dimostrato che la tutela dell’ambiente passa attraverso l’agire consapevole.
Un plauso alla classe che con una sana collaborazione ha compreso che il futuro può essere meno “usa e getta” e decisamente più creativo.




