Nel nostro percorso scolastico impariamo tante cose: formule, date, lingue straniere, teorie e regole. Ma ci sono insegnamenti che nessun libro potrà mai spiegare davvero, perché li impariamo ogni giorno a casa, attraverso piccoli gesti silenziosi. È lì che troviamo una delle figure più importanti della nostra vita: la mamma.
Da adolescenti spesso sembriamo distratti, presi dai nostri impegni, dagli amici, dai social o dai nostri problemi. A volte rispondiamo male, chiudiamo la porta della camera o pensiamo che “tanto lei non può capire”. Eppure, dietro ogni nostro traguardo, ogni caduta e ogni ripartenza, c’è quasi sempre una mamma che continua a esserci, anche senza chiedere nulla in cambio.
La Festa della Mamma non è soltanto una ricorrenza sul calendario. È un’occasione per fermarsi un momento e dire grazie a chi ci sostiene ogni giorno con una forza che spesso diamo per scontata. Le mamme sono quelle persone che riescono a riconoscere i nostri silenzi, a preoccuparsi anche quando diciamo “va tutto bene”, a credere in noi perfino quando siamo noi i primi a non farlo.
Forse crescendo ci accorgiamo che l’amore di una madre non è fatto solo di parole dolci, ma anche di sacrifici nascosti, di rinunce, di notti insonni e di preoccupazioni che spesso non vediamo. È un amore che accompagna senza invadere, che corregge senza smettere di proteggere.
Da parte di tutti noi studenti, vogliamo dedicare un pensiero sincero a tutte le mamme: a quelle presenti ogni giorno, a quelle lontane, a quelle che affrontano difficoltà con coraggio e a quelle che continuano a essere una guida anche attraverso il ricordo.
Perché, in fondo, una mamma resta sempre il primo posto che chiamiamo “casa”.
Tieni un capo del filo,
con l’altro capo in mano io correrò nel mondo.
E se dovessi perdermi,
tu, mammina mia, tira.
(Margaret Mazzatini)
