Gli studenti di Biotecnologie Sanitarie di Mazara del Vallo protagonisti diun’esperienza di ricerca avanzata sulle colture cellulari e la prevenzione oncologica presso l’Università di Palermo.
PALERMO / MAZARA DEL VALLO – Quando la scuola incontra l’università, il risultato è un’esplosione di entusiasmo e competenza. Nelle giornate del 28 e 29 aprile, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche Chimiche e Farmaceutiche (STEBICEF) dell’Università di Palermo ha aperto le porte a un gruppo di giovani talenti provenienti dall’IS “Ruggiero d’Altavilla” di Mazara del Vallo.
Le classi 5 D, 5 F e 5 E dell’indirizzo Biotecnologie Sanitarie, guidate dai professori Diego Foderà, Paolo Genna e Massimo Giacalone, hanno partecipato a due intense giornate di Formazione in Situ (FSL) dal titolo emblematico: “Alimenta la salute: ruolo dell’alimentazione nell’insorgenza e nella prevenzione dei tumori”.
Scienza in azione: tra provette e microscopi
Sotto l’autorevole supervisione della Prof.ssa Cancemi e del Prof. Cavalieri, gli studenti non si sono limitati a osservare, ma sono stati i veri protagonisti della ricerca. Il cuore dell’attività ha riguardato l’utilizzo delle colture cellulari come modello di studio per comprendere i meccanismi molecolari legati alla salute umana.
Grazie a una preparazione di base estremamente accurata fornita dall’istituto di provenienza, i ragazzi hanno affrontato con disinvoltura procedure complesse:
- Analisi morfologica: Valutazione dello stato cellulare attraverso l’uso di microscopi professionali.
- Estrazione di macromolecole: Isolamento di DNA e proteine, i “mattoni” fondamentali della vita.
- Elettroforesi: Analisi su gel di agarosio e poliacrilammide, tecniche sofisticate utilizzate quotidianamente nei laboratori di ricerca avanzata.
“Ci siamo sentiti dei veri ricercatori”
L’aspetto più significativo dell’esperienza non è stato solo tecnico, ma umano eprofessionale. Muovendosi tra i banconi universitari, gli studenti hanno potuto toccare con mano il metodo scientifico, comprendendo la disciplina, la precisione e la passione necessarie per chi lavora in laboratorio.
Per due giorni non siamo stati solo studenti, ci siamo sentiti dei veri ricercatori
hanno commentato alcuni partecipanti. Questa immersione totale ha permesso loro di proiettarsi nel futuro, consolidando la scelta di un percorso universitario nel settore delle scienze della vita.
Un punto di riferimento chiamato “Ruggiero d’Altavilla”
Il successo di queste giornate mette in luce l’alto livello didattico dell’IS “Ruggiero d’Altavilla”. L’istituto mazarese si conferma una realtà capace di preparare i propri iscritti in modo esemplare, fornendo loro gli strumenti pratici e teorici per affrontare senza timore contesti accademici di alto profilo.
La collaborazione con lo STEBICEF non rappresenta solo un momento di orientamento, ma la conferma che, quando la scuola investe in laboratori e competenze, i giovani sono pronti a raccogliere la sfida della scienza moderna.
