Ha preso il via il progetto “Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea”, un percorso che accompagnerà le studentesse e gli studenti dell’Istituto Superiore “Ruggiero D’Altavilla” alla scoperta dell’arte contemporanea, della memoria storica e del valore della rinascita.
La prima attività ci ha portati a Gibellina, città che ha saputo trasformare la tragedia del terremoto del Belice del 1968 in un simbolo di cultura, creatività e innovazione. Il nostro primo incontro con questo luogo speciale è avvenuto davanti al Grande Cretto di Alberto Burri, un’opera immensa che ricopre l’antico centro abitato distrutto dal sisma e ne conserva la memoria attraverso l’arte.
Camminare tra quelle grandi linee di cemento bianco è stata un’esperienza difficile da descrivere. Il silenzio del luogo, la vastità dell’opera e la consapevolezza di percorrere le antiche strade della città hanno suscitato emozioni profonde. «È stato bello calpestare le strade ormai perdute e scoprire una piccola storia della Sicilia», ha raccontato uno degli studenti partecipanti. Un altro ha sottolineato come la visita gli abbia permesso di «immedesimarsi nelle persone che erano lì quella notte».
La giornata è proseguita alla Fondazione Orestiadi, dove abbiamo visitato il cortile interno e ammirato la suggestiva Montagna di Sale di Mimmo Paladino, un’opera che colpisce per le sue dimensioni e per il suo forte valore simbolico.
Questa esperienza rappresenta solo il primo passo di un progetto più ampio. Come istituto tecnico, il “Ruggiero D’Altavilla” crede infatti che la formazione debba andare oltre le aule scolastiche, creando occasioni in cui competenze tecniche, creatività e innovazione possano incontrarsi.
Arte e tecnica non sono mondi lontani. Entrambe nascono dalla capacità di progettare, sperimentare e trasformare idee in qualcosa di concreto. Oggi questi due ambiti dialogano continuamente nell’architettura, nel design, nella grafica, nella fotografia, nella progettazione digitale e in molte forme di arte contemporanea che utilizzano tecnologie e materiali innovativi.
Nei prossimi mesi il progetto proseguirà con diverse attività formative. Il laboratorio “Etica e Bellezza” sarà condotto da Sabrina Camilla Mazzola, esperta di arte contemporanea e restauratrice di opere di Pietro Consagra. Il professor Saverio Cudia guiderà il laboratorio “Rovine e Rinascita. La città del futuro affonda le radici nel passato”, dedicato al rapporto tra memoria e futuro, e curerà anche le versioni in inglese e spagnolo del sito web del progetto. La professoressa Anna Lisa Lo Sciuto condurrà invece il laboratorio “Arte contemporanea: dal degrado alla riappropriazione”, che approfondirà il ruolo dell’arte nella valorizzazione e nel recupero dei territori.
Tutte le attività saranno documentate attraverso il sito web del progetto, che raccoglierà fotografie, racconti, impressioni e materiali realizzati dagli studenti.
Il viaggio è appena iniziato, ma una cosa è già certa: Gibellina ci ha accolti con la forza della sua storia e con la capacità dell’arte di trasformare il dolore in bellezza, la memoria in futuro e le rovine in rinascita.










