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Oggi, in Sicilia, studenti, docenti e rappresentanti delle istituzioni si sono incontrati per partecipare a “La Sicilia fa scuola – Stati generali dell’istruzione”, un evento dedicato al mondo della scuola, alla formazione e alle prospettive future dei giovani. La manifestazione ha offerto l’occasione per conoscere le esperienze degli istituti siciliani, confrontarsi con altri studenti e riflettere sul ruolo dell’istruzione nella crescita del territorio.
Abbiamo partecipato anche noi e posso dirlo senza esitazioni: è stata una giornata davvero interessante.

Appena arrivati ci hanno consegnato una borsa con dentro il cappellino, il badge e una bottiglietta d’acqua. Un bel gesto di accoglienza, che ci ha fatto sentire subito parte dell’evento. Come prima cosa abbiamo girato tra gli stand delle scuole, dove studenti come noi presentavano progetti, laboratori e attività. È stato bello vedere quanta creatività ci sia negli istituti siciliani e confrontarsi con ragazzi di altre scuole.
Poi ci siamo spostati ad ascoltare i discorsi istituzionali, aperti dall’inno della Sicilia e dall’inno d’Italia. Sono intervenuti l’On. Girolamo Turano, Assessore all’istruzione e alla formazione professionale della Regione Siciliana, Filippo Serra, Direttore dell’USR Sicilia, Vincenzo Cusumano, Dirigente Generale del dipartimento dell’istruzione, dell’università e del diritto allo studio, e il dott. Francesco Pignataro, rappresentante della Rete ITS Sicilia, con la moderazione del giornalista Matteo Minà. Sentire parlare di scuola, formazione e futuro da chi prende le decisioni è stato utile, perché ci ha fatto capire che il nostro mondo è al centro dell’attenzione.
Nel pomeriggio ci siamo goduti la sfilata di moda degli studenti degli istituti di moda, un momento colorato e pieno di talento, e infine il concerto che ha chiuso la giornata, con tanta musica e un’atmosfera da vera festa.
Ho però un rammarico. Avrei voluto assistere all’intervento di Raffaele Di Placido, “Mio fratello voleva essere rimandato… (e ce l’ha fatta!)”, un racconto contro la dispersione scolastica che mi incuriosiva molto. Mi sarebbe piaciuto anche l’incontro con la giornalista Stefania Petyx, che con la sua iniziativa “La parola alla scuola” dà voce ai ragazzi per raccontare il proprio territorio. Per noi studenti era forse l’appuntamento più vicino, perché ci riguardava in prima persona. Non siamo riusciti a seguirli, e la colpa è soprattutto di un programma poco chiaro.
Sul foglio gli orari c’erano, ma era difficile capire dove si svolgesse ogni evento e quali appuntamenti coincidessero. Tra sale diverse e attività in contemporanea, non è facile orientarsi senza indicazioni più semplici. Un programma più chiaro, magari con un’agenda per ogni luogo, ci avrebbe permesso di non perdere gli incontri che ci interessavano di più.
Nonostante questo, il bilancio resta molto positivo. Spero che ci siano altre edizioni e che gli organizzatori, la prossima volta, rendano più semplice per noi ragazzi scegliere e raggiungere gli eventi. Perché quando la scuola ci ascolta, ne vale davvero la pena.
