Non è stata una semplice uscita didattica. Per noi della IV F Biotecnologie Sanitarie dell’Istituto Superiore “Ruggiero D’Altavilla” è stato qualcosa di diverso: un incontro vero con l’arte, di quelli che ti restano dentro.
Quando siamo entrati nell’atelier del maestro Giuseppe Modica abbiamo avuto subito la sensazione di trovarci in uno spazio sospeso, fatto di silenzi, luce e riflessi. Non era solo un luogo dove si dipinge, ma un ambiente in cui ogni oggetto sembrava avere un significato.
Abbiamo capito che per Modica la luce non è solo un elemento visivo, ma qualcosa che rivela, che permette di vedere davvero. E poi lo specchio: non solo riflesso, ma strumento per interrogarsi, per guardarsi dentro. E infine l’orizzonte, che non è mai solo una linea lontana, ma un invito continuo ad andare oltre, a cercare.
Questa esperienza ci ha fatto riflettere su una cosa importante: anche se studiamo biotecnologie sanitarie, e quindi siamo abituati a un approccio scientifico, abbiamo bisogno anche di altro. Abbiamo bisogno della bellezza, dell’arte, di momenti che ci aiutino a capire meglio chi siamo.
Il progetto “Quarta Parete” (III edizione) ci ha dato proprio questo: la possibilità di uscire dai confini della classe e vivere qualcosa di diverso. Sappiamo che questo è stato possibile anche grazie alla nostra dirigente Grazia Maria Lisma, che crede davvero nell’importanza di ampliare i nostri orizzonti, andando oltre ciò che normalmente ci si aspetta da un istituto tecnico tecnologico.
E noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di rispondere nel modo migliore: partecipando, ascoltando, mettendoci in gioco. Perché sì, sentiamo anche noi il bisogno di una scuola che non sia solo libri e verifiche, ma anche esperienze che ci facciano crescere come persone.
Un grazie speciale va alla professoressa Paola Scontrino, che ci ha accompagnati in questo percorso e ci ha aiutati a guardare con occhi diversi.
Lunedì continueremo a Gibellina, dove potremo vedere dal vivo la Crocefissione di luce nella Chiesa di Quaroni.
Il nostro viaggio si concluderà martedì sera al Teatro Garibaldi, dove presenteremo un breve docufilm sulla nostra esperienza. Sarà il nostro modo per raccontare ciò che abbiamo vissuto.
Perché, alla fine, questa esperienza ci ha insegnato una cosa semplice ma importante: imparare non significa solo studiare, ma anche sentire, osservare e lasciarsi cambiare.

