È trascorso un anno dalla scomparsa della professoressa Maria Cristina Gallo e tra i corridoi della nostra scuola si sente forte la sua mancanza. Mancano i suoi sorrisi, le sue parole accoglienti, la vitalità della sua voce. Manca la sua capacità di comunicare e creare relazioni profonde. Manca vederla entrare in classe con borse piene di libri e la sua attenzione nel non lasciare nessuno dei suoi alunni indietro.
Eppure, nonostante il vuoto incolmabile, quello che ci ha lasciato Maria Cristina è davvero tanto.
Una scossa alla sanità siciliana e alle coscienze di molti; un esempio di grande cittadinanza da cui tutti dovremmo imparare; una biblioteca all’interno della nostra scuola che ha ripreso vita grazie alla sua dedizione, alle sue competenze e al suo inesauribile entusiasmo; un’associazione, “CRIS”, che porta il suo nome e che è nata da una necessità spontanea e corale di unirsi ancora attorno a lei e ad una causa comune.
Ma, forse più di ogni altra cosa, Maria Cristina ci ha lasciato una grande responsabilità: fare in modo che la sua missione prosegua.
Nel difficile momento della malattia e nel faticoso percorso di terapie intrapreso, ha trovato le energie per fare in modo che a nessun’altro venisse preclusa la possibilità di curarsi, a causa di inaccettabili ritardi nella diagnosi. Nel farlo però non ha mai alzato i toni o dichiarato guerra a qualcuno: anche di fronte alla più crudele delle ingiustizie, le sue sono rimaste parole di pace e di speranza. Lei che amava così tanto insegnare, ha dato un’ultima grande lezione di civiltà a tutti noi. Proprio per questo, aldilà di ogni mancanza, la sua presenza è viva e costante in ogni angolo del nostro istituto e delle nostre vite.
Il pensiero e l’affetto di tutti noi, oggi più che mai, va a Giorgio, marito e uomo meraviglioso, e ai suoi splendidi figli, Vincenzo e Natale.
